Angelo Colombo

 

Avevo 11 anni quando, ai primi mesi del lontano 1948, mi iscrissi alla Società di Educazione Fisica "Mediolanum", a Milano, fondata nel 1896 e la cui prima sede era all'interno del Castello Sforzesco. Dopo la fine della  prima guerra mondiale si trasferì in un capannone in cemento, che all'epoca dell'occupazione austriaca le truppe di quel distretto utilizzavano come stalla per i cavalli e che a tutt'oggi ospita la sede societaria, in Piazzale Accursio.

Ricordo che oltre agli attrezzi classici (cavallo, sbarra, parallele, anelli, funi, pertiche e scala svedese) vi era una doccia con quattro getti, senza divisori e con a fianco i bagni; l'acqua era fredda sia in estate che in inverno ... anzi, in inverno bisognava lasciare sempre uno scorrimento per non far gelare l'acqua all'interno delle tubature!

Durante la seconda guerra mondiale quasi tutte le palestre vennero depredate: gli attrezzi vennero bruciati per riscaldarsi, o distrutti per puro vandalismo; i tappeti furono usati per altri motivi. Rimasero unicamente le materassine in cocco, forse perché non bruciavano ... questo era tutto quanto avevamo a disposizione.

L'attrezzo più duro di quei primi anni era il Corpo Libero, perché se andava bene veniva eseguito su un parquet o sul palco di qualche teatrino parrocchiale, ma più spesso si gareggiava sul nudo pavimento! Quando le competizioni avvenivano all'aperto c'era invece il verde manto di un prato ad ospitarci. La sbarra ed il castello degli anelli venivano piantati in uno spazio con terra battuta e gli arrivi avvenivano sui materassini in cocco. Le prime pedane degne di tale nome ed i primi tappeti imbottiti comparvero verso la fine degli anni '50.

Le gare individuali si svolgevano sempre di domenica, mentre i concorsi a squadre occupavano due o tre giorni, dato che c'era una grande partecipazione, anche da parte di squadre straniere (era una vera festa della ginnastica). Per propagandare il nostro sport non perdavamo occasione: dimostrazioni serali, esibizioni su palchi di teatro ed in piccoli circhi a conduzione familiare ... ricordo che una volta, all'interno di un campo di bocce, ho perfino eseguito le diagonali del corpo libero scavalcando le cunette che delimitano gli spazi fra una pista e l'altra!

Ci si allenava alla sera, dopo cena, e probabilmente per questo motivo non si iniziava prima dei 10 anni. Il mio esordio avvenne in una gara a squadre: la "Festa Internazionale di Fisica e Sport" che si disputò a Venezia nel Maggio del 1948. La mia prova avvenne al Corpo Libero ed agli Appoggi, anche se per i più giovani erano previsti il Volteggio con cavallo trasversale ed il Salto in alto. Nella competizione riservata agli adulti venivano inseriti tutti gli altri attrezzi ed il cavallo del volteggio era posto longitudinalmente.

I vari concorsi a squadre, nazionali od internazionali che fossero, avevano la solennità di una piccola Olimpiade: prima delle premiazioni bisognava sfilare in divisa societaria per le vie del paese o città ospitante, preceduti dalla bandiera della propria squadra; molti ginnasti (soprattutto stranieri) avevano bandoliere o fasce con i propri colori nazionali, alle quali erano appese le medaglie conquistate in precedenti manifestazioni sportive.

L'arrivo avveniva sempre in uno stadio, o campo sportivo: all'ordine del sindaco del luogo, o del dirigente di turno, ci si disponeva alla giusta distanza per eseguire il tradizionale esercizio collettivo a Corpo Libero. I tempi venivano scanditi tramite un microfono e tutti li seguivano simulando un ronzio di zanzare che coinvolgeva anche gli spettatori e che diventava sempre più intenso. Al termine vi era la premiazione e si concludeva la Festa.

Una delle più apprezzate gare individuali per ventenni era la "Ginnico-Atletica". Si svolgeva a Gallarate ed era costituita da cinque prove: Corpo Libero, Salita alla fune con sole braccia partendo da seduti e con i piedi sollevati da terra (bisognava salire i cinque metri in cinque secondi), Salto in alto, Corsa veloce (100 metri piani) e getto del peso con la sinistra e con la destra. Il punteggio veniva attribuito in base al tempo o misura di ciascuna prova. In questa gara i premi erano sempre molto abbondanti e consistenti!

 

Nella mia carriera di ginnasta ho partecipato ad oltre un centinaio di gare. Quella che ricordo con maggiore affetto è anche la più lunga che io abbia disputato: i Campionati Lombardi del 1955, nei quali conquistai il titolo "Esordienti" dopo un'estenuante giornata di gara nella quale eseguimmo ben dodici esercizi, sei obbligatori ed altrettanti liberi.

 

 

 
torna alla storia della ginnastica
 
torna alla pagina istruttori

torna alla pagina iniziale